«Diamo un’anima all’economia»  Papa Francesco invita i giovani economisti e imprenditori di tutto il mondo ad Assisi a marzo 2020 per scrivere assieme un patto sulla salvaguardia dell’ambiente e la lotta alla povertà e all’ingiustizia AVV 12.5.19

AD ASSISI NEL 2020

Nuova economia Il Papa invita i giovani studiosi 

A marzo 2020 economisti e imprenditori riuniti per ‘Economy of Francesco’: si ragionerà su come costruire una «nuova società» basata sulla «fraternità e sull’equità» contro la «cultura dello scarto».

 

L’EVENTO

«Diamo un’anima all’economia» 

Papa Francesco invita i giovani economisti e imprenditori di tutto il mondo ad Assisi a marzo 2020 per scrivere assieme un patto sulla salvaguardia dell’ambiente e la lotta alla povertà e all’ingiustizia

CINZIA

ARENA

 

Un appello ai giovani economisti e imprenditori di tutto il mondo: venite ad Assisi, scriviamo insieme un patto per «ri-animare» l’economia, nel senso letterale di darle «un’anima» e assumersi la «responsabilità» di «costruire una nuova società» basata sulla «fraternità e sull’equità », dove non ci sia spazio per la «cultura dello scarto». Papa Francesco ha scritto ieri un messaggio per lanciare una proposta che aveva a cuore da tempo: un evento, intitolato «Economy of Francesco», che si terrà dal 26 al 28 marzo 2020 ad Assisi, la città «da secoli simbolo e messaggio di umanesimo della fraternità». «Vi scrivo per invitarvi ad un’iniziativa che ho tanto desiderato – ha esordito il Pontefice – : un evento che mi permetta di incontrare chi oggi si sta formando e sta iniziando a studiare e praticare una economia diversa, quella che fa vivere e non uccide, include e non esclude, umanizza e non disumanizza, si prende cura del creato e non lo depreda».

Papa Francesco, facendo riferimento alla Laudato si’, ha messo l’accento sulla necessità di un cambiamento globale che affronti due facce dello stesso problema, quello delle diseguaglianze: «la salvaguardia dell’ambiente e del pianeta», da un lato e «la giustizia verso i poveri e la soluzione dei problemi strutturali dell’economia mondiale» dall’altra. «Occorre correggere – è l’auspicio del Pontefice – i modelli di crescita incapaci di garantire il rispetto dell’ambiente, l’accoglienza della vita, la cura della famiglia, l’equità sociale, la dignità dei lavoratori, i diritti delle generazioni future».

La « sora nostra Madre Terra » è come «una casa da riparare». Un impegno che ci riguarda tutti, nessuno escluso. E di fronte al quale bisogna essere uniti. «Riguarda la Chiesa, la società, il cuore di ciascuno di noi – ha scritto Francesco – . Di fronte a questa urgenza, tutti siamo chiamati a rivedere i nostri schemi mentali e morali, perché siano più conformi ai comandamenti di Dio e alle esigenze del bene comune». Ma il Papa – che inviterà ad Assisi anche economisti e imprenditori di fama mondiale – ha deciso rivolgersi in modo particolare ai giovani perché sono «già profezia di un’economia attenta alla persona e all’ambiente ». «Le vostre università, le vostre imprese, le vostre organizzazioni sono cantieri di speranza – ha sottolineato papa Francesco – per combattere la cultura dello scarto, per dare voce a chi non ne ha, per proporre nuovi stili di vita». «Carissimi giovani – ha continuato il Papa – so che voi siete capaci di ascoltare col cuore le grida sempre più angoscianti della terra e dei suoi poveri in cerca di aiuto e di responsabi-lità, cioé di qualcuno che risponda e non si volga dall’altra parte». Ricordando il messaggio di Panama, in occasione della Gmg, e l’Esortazione apostolica postsinodale Christus vivitFrancesco ha invitato i giovani ad essere costruttori di un mondo migliore: «Per favore, non lasciate che altri siano protagonisti del cambiamento! Voi siete quelli che hanno il futuro». Da qui l’invito ad incontrarsi ad Assisi per promuove un patto comune, un processo di cambiamento che deve riguardare «non solo quanti hanno il dono della fede, ma tutti gli uomini di buona volontà, al di là delle differenze di credo e di nazionalità».

Non è casuale ovviamente la scelta di Assisi, luogo di pace e di fraternità. «Se San Giovanni Paolo II la scelse come icona di una cultura di pace, a me appare anche luogo ispirante di una nuova economia. Qui infatti Francesco si spogliò di ogni mondanità per scegliere Dio come stella polare della sua vita, facendosi povero con i poveri, fratello universale. Dalla sua scelta di povertà scaturì anche una visione dell’economia che resta attualissima» ha sottolineato il Pontefice. San Francesco è da sempre un faro ispiratore degli ideali di fraternità, attenzione ai poveri e agli esclusi. Un esempio per tutti. «Visse in totale coerenza anche sul piano economico e sociale – ha concluso il Papa –. Egli ci offre un ideale e in qualche modo un programma. Per me, che ho preso il suo nome, è continua fonte di ispirazione».

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Il Pontefice invita ad essere protagonisti del cambiamento e ad assumersi la responsabilità di dare voce a chi non ne ha «Finché ci sarà una sola persona scartata, non ci sarà fraternità»

 

 

L’ORGANIZZAZIONE

Nuovo umanesimo costruito dal basso 

 

Sarà una tappa storica, l’inizio di un nuovo umanesimo. L’evento annunciato ieri da Papa Francesco per un costruire dal basso un’economia più giusta, inclusiva e sostenibile è organizzato da un Comitato composto dalla Diocesi di Assisi, dal Comune di Assisi, dall’Istituto Serafico di Assisi e da Economia di Comunione. La macchina organizzativa si è già messa in movimento con gli inviti agli esperti mentre a giugno si apriranno le candidature per partecipare. Dai vescovi umbri arrivano messaggi di gratitudine per la scelta del Pontefice. Per il vescovo di Assisi, monsignor Domenico Sorrentino se Giovanni Paolo II scelse la cittadina «come icona di pace inaugurando lo spirito di Assisi, l’odierna iniziativa, di così grande respiro, la propone anche come icona di una nuova economia ». Il mondo è segnato dal contrasto tra i pochi che possiedono troppo e i molti che sono privi persino del necessario, sottolinea Sorrentino. «Lo stesso pianeta, è depredato, invece di essere custodito. Da dove ripartire? Il Papa fa leva sui giovani, nel solco del recente sinodo loro dedicato».

Monsignor Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Conferenza episcopale umbra sottolinea come il Pontefice abbia scelto l’Umbria «per farne la culla di un momento importante di riflessione e progettualità finalizzato a ri-animare l’economia, rivolgendosi ai giovani economisti, imprenditori e imprenditrici, riproponendo con forza la figura e il messaggio del Poverello, esempio per eccellenza della cura per i deboli e di una ecologia integrale».

Nell’evento si uniscono due grandi temi e passioni del Papa: la sua priorità per i giovani e la sua sollecitudine per un’altra economia come spiega l’economista Luigino Bruni, direttore scientifico del Comitato organizzatore. «Stiamo invitando, a suo nome, alcuni degli economisti e imprenditori più sensibili allo spirito dell’Oikonomia di Francesco (Francesco di Assisi e Papa Francesco), per poter dare ai giovani il meglio delle riflessioni e prassi economiche di oggi nel mondo – annuncia Bruni –. La parola Oikonomia evoca insieme tante realtà: la radice greca richiama le regole della casa ma rimanda anche alla cura della casa comune, all’Oikos. E ci riferiamo anche all’Oikonomia intesa dai Padri della Chiesa come categoria teologica di salvezza universale». Tre sono i pilastri di questa Oikonomia: i giovani, l’ambiente e i poveri.

In festa la comunità francescana che si è messa a disposizione per organizzare l’evento, un «incontro destinato a dare il via ad una nuova economia » secondo padre Mauro Gambetti, il custode del Sacro Convento di Assisi, «profezia» di un’economia attenta alla persona e all’ambiente. «I quattro verbi che il successore di Pietro ci consegna: Ri-animare, Rivedere, Rispondere e Riparare tracciano la strada che percorreremo insieme a tutti coloro che coltiveranno il sogno di un nuovo umanesimo – aggiunge Gambetti –. Il Papa ci chiama contribuire al cambiamento globale per far sì che l’economia includa e non escluda, che dia vita e non uccida l’uomo».

Cinzia Arena

 

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