Suor Smerilli: mi sento chiamata ad aiutare la Chiesa, come religiosa e donna AVV 10.4.19

PARLA LA NEO CONSIGLIERE DI STATO PER LA CITTÀ DEL VATICANO

Suor Smerilli: mi sento chiamata ad aiutare la Chiesa, come religiosa e donna

ENRICO LENZI

 

«Sono sorpresa, ma anche tranquilla. Soprattutto sono consapevole della responsabilità a cui sono chiamata». Suor Alessandra Smerilli, religiosa delle Figlie di Maria Ausiliatrice e docente ordinario di Economia politica presso la Pontificia Facoltà di Scienze dell’educazione “Auxilium”, all’indomani della sua nomina a consigliere dello Stato della Città del Vaticano, non ha perso la sua serenità.

In cosa consisterà sostanzialmente il suo nuovo incarico?

Essere consigliere della Città del Vaticano significa partecipare al lavoro di un organismo – la Pontificia commissione per lo Stato della Città del Vaticano – che è chiamato a prestare assi- stenza nell’elaborazione a livello legislativo per lo Stato vaticano. Ecco perché parlo di responsabilità, ma nello stesso tempo penso anche che sia una bella esperienza se si può aiutare la Chiesa nel suo cammino.

Quando ha saputo della sua nomina?

Qualche giorno fa, ma a dire il vero è stata una sorpresa per me, perché in precedenza mi avevano chiesto un curriculum vitae senza specificare troppo le motivazioni. Poi la scelta come consigliere dello Stato, con preventivo via libera della mia Madre generale. Quando ho avuto conferma di tutto, ho pregato e ho chiesto preghiere a quelle persone con cui mi sono confidata prima dell’ufficializzazione della scelta fatta da papa Francesco sulla mia persona.

La nomina di una donna, secondo lei, è un ulteriore segnale di quella necessità di maggior presenza femminile che papa Francesco da tempo auspica?

Penso di sì, anche se credo che nel caso della mia nomina più che l’essere donna abbia influito la preparazione e le competenze economiche, visto che tra i tanti ambiti in cui lo Stato della Città del Vaticano legifera vi è anche quello economico. Probabilmente a parità di competenza, la scelta può essere caduta su un candidato donna, ma non come motivo prioritario.

Non si può negare, comunque, che l’attenzione del Papa per una maggior responsabilità delle donne nella Chiesa, ci sia e molti gesti lo dimostrano: ad esempio, la scelta di una donna, suor Eugenia Bonetti per le meditazioni della Via Crucis di quest’anno.

Certo sono segnali forti e chiari. E mi auguro che possano diventare patrimonio condiviso di tutta la Chiesa, anche al di fuori delle Mura Leonine (i confini della Città del Vaticano,ndr).

Del resto anche dal recente Sinodo dei vescovi sui giovani si è alzata forte la richiesta di dare maggior spazio a tutte le componenti. Uno spazio non inteso come gestione di potere, bensì come servizio alla Chiesa. Penso che il processo di maggior coinvolgimento delle donne nella comunità ecclesiale sia partito. E, a mio parere, è inarrestabile.

Lei ha parlato del Sinodo sui giovani, al quale ha partecipato. Cosa porterà in eredità da quell’esperienza nel suo nuovo ruolo?

È stata una grande esperienza di Chiesa. L’assemblea generale, le fasi del discernimento dei temi. Davvero una grande scuola che mi lascia una enorme eredità. È stata una esperienza che ha accresciuto il mio amore per la Chiesa. E la nomina annunciata l’altro giorno mi permette di continuare a camminare nel servizio alla Chiesa.

Questo suo nuovo incarico comporterà cambiamenti nei suoi impegni accademici?

Continuerò a svolgere il mio impegno di docente ordinario in Economia politica alla Facoltà «Auxilium» di Roma. E dovrò ovviamente dedicare prioritariamente attenzione al mio ruolo di consigliere di Stato per i prossimi cinque anni, rinunciando ad alcuni degli impegni che ho assunto nel tempo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA«La scelta penso sia stata fatta però in base alla mia competenza in campo politico economico».

Per la suora salesiana il maggior coinvolgimento femminile «è un processo avviato e inarrestabile»

 

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