Droghe, allarme degli esperti: difficile scoprire quelle nuove  AVV 16.12.18

STUPEFACENTI

Il professore Locatelli, direttore del centro nazionale di informazione tossicologica di Pavia: i laboratori degli ospedali fanno fatica a individuarle durante i test cui vengono sottoposte le persone coinvolte in incidenti stradali

 

Droghe, allarme degli esperti: difficile scoprire quelle nuove 

L’allarme arriva da un esperto. Il professore Carlo Locatelli direttore del centro nazionale di informazione tossicologica alla Maugeri di Pavia è chiarissimo: troppe nuove droga sfuggono ai test.

Arrivano ad essere decine di volte più potenti della cocaina e sballano più dell’ecstasy, ma passano inosservate ai controlli in più di nove laboratori su dieci. È la minaccia delle nuove droghe sintetiche, invisibili ai ‘drugtest’: i biologi, guidati appunto , dal professore Carlo Locatelli, denunciano l’inadeguatezza dei laboratori di quasi tutti gli ospedali italiani, impreparati all’analisi delle centinaia di nuove sostanze stupefacenti. Attenti a rilevare i vecchi stupefacenti, ma inpreparati a seguire l’evoluzione di quelle sintetiche sintetizzate nei laboratori di mezzo mondo. Un fenomeno che diventa ancora più preoccupante, visto il boom di sequestri di queste nuove droghe da parte dei Nas dei carabinieri nell’ultimo anno, molte delle quali vendute dall’estero nel nostro Paese attraverso il web e il tam tam sui social:in poco più di un anno sono state sequestrate centinaia di migliaia di dosi in Italia.

«Oggi eroina, cocaina, cannabis e anfetamina sono le uniche droghe che i laboratori di quasi tutti gli ospedali in Italia riescono a rilevare. Ma ci sono tantissimi altri stupefacenti che invece non vengono analizzati, contravvenendo così a quanto previsto dal codice della strada. Secondo l’articolo 187, infatti, se richiesto, devono essere effettuati accertamenti medici sui conducenti coinvolti in incidenti stradali per tutti i tipi di stupefacenti», ha spiegato Locatelli. Il professore sottolinea che «escluso il nostro centro, l’ospedale Sant’Anna a Como e pochi altri laboratori, tra cui quelli forensi, nessuno esegue analisi al di fuori delle classiche droghe».

Sono circa sessanta le nuove molecole rilevate nel 2018 dall’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze. Alcune di queste sono già state rilevate su assuntori italiani, ma nonostante tutto, come altri centinaia di tipi, non sono ancora classificate come tali nelle tabelle aggiornate dal ministero. Tra le nuove sostanze, il 30% riguarda una nuova generazione di catinoni sintetici, uno stimolante utilizzato in tutti i campi. Nel 45% dei casi sono invece cannabinoidi sintetici ed a seguire le fenetilamine (classe di molecole ad azione psicoattiva che include anche le anfetamine, ndr). Ma «per la quasi totalità dei laboratori negli ospedali, se hai assunto ad esempio catinoni, sei pulito », aggiunge Locatelli. Nel frattempo vecchie e nuove generazioni di droghe si passano il testimone ad una velocità maggiore delle procedure burocratiche. E l’Italia arranca. Su 800 molecole messe in lista dall’osservatorio europeo, ne sono state censite solo circa 250 nel nostro Paese e, di queste, cinquanta negli ultimi otto anni.

Numeri da far impallidire le ormai ‘vecchie’ smart drugs, anche alla luce delle nuove modalità di vendita. «Le nuove piazze di spaccio sono i social» – spiega il comandante del reparto operativo dei carabinieri per la Tutela della Salute, Andrea Zapparoli – dove dall’altra parte di un profilo, per una ventina di euro a dose, c’è chi è pronto a vendere bombe che esplodono nascoste nell’organismo».

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Copyright © Avvenire

Powered by TECNAVIA

 

Start a Conversation