L’«eccomi» della Vergine è la cura per l’egoismo  Sul sì di Maria al disegno di Dio su di lei la riflessione del Papa AVV 9.12.18

Il Papa: no alla rassegnazione 

L’omaggio all’Immacolata: le famiglie in difficoltà non siano abbandonate. I diritti umani vengono prima delle pur legittime esigenze. Su Roma: cura di tutti per renderla più vivibile

MIMMO MUOLO  Roma

 

I diritti umani «vengono prima di ogni pur legittima esigenza ». Ai piedi della colonna di piazza di Spagna, che reca in cima la statua dell’Immacolata, il Papa in forma di preghiera lancia messaggi che riguardano la convivenza civile di ogni giorno. A Roma, in Italia e in tutto il mondo. Passano nelle menti, evocate dalle sue parole, le immagini di uomini, donne e bambini in migrazione maltrattati non solo da mercanti di carne umana senza scrupoli, ma anche da leggi discutibili di recente varate anche in Italia. E passano anche le difficoltà di chi vive nell’Urbe. Tra le grazie che infatti Francesco attribuisce alla Madonna, c’è anche quella «ordinaria », sottolinea, che Ella fa «alla gente che vive a Roma: quella di affrontare con pazienza i disagi della vita quotidiana».

Chissà che cosa avrà pensato il sindaco Virginia Raggi, presente (come del resto anche negli anni precedenti) al tradizionale omaggio alla Vergine dell’8 dicembre. E chissà che non siano fischiate le orecchie anche ai sostenitori di una legge che di fatto manda per strada molti immigrati con protezione umanitaria, passando sopra i loro diritti. Tra piazza di Spagna e piazza del Popolo, dove in mattinata c’è stata la manifestazione della Lega ci sono al massimo 500 metri. Ma quella che si coglie nelle parole del Pontefice è la volontà in positivo di unire, di incoraggiare, di esortare al rispetto dell’altro e all’amore vicendevole.

Francesco, infatti, saluta cordialmente sia all’arrivo, sia poco prima di partire la sindaca. Poi, dopo le parole inequivocabili sullo stato in cui versa la capitale, non manca di ricordare che tutti possono e devono fare qualcosa per Roma, non solo i politici e gli amministratori: «Per questo ti chiediamo la forza di non rassegnarci, anzi di fare ogni giorno ciascuno la propria parte per migliorare le cose, perché la cura di ognuno renda Roma più bella e vivibile per tutti; perché il dovere ben fatto da ognuno assicuri i diritti di tutti». E infine conclude questa parte della sua preghiera «pensando al bene comune di questa città», e invocando da Maria «saggezza, lungimiranza, spirito di servizio e di collaborazione » per «coloro che rivestono ruoli di maggiore responsabilità ».

A pochi passi di distanza dal Papa c’è anche il governatore del Lazio e candidato alla segreteria del Pd, Nicola Zingaretti. E anche a lui non saranno sfuggiti gli accenni di Francesco. Ma l’orizzonte di papa Bergoglio non è solo quello cittadino. Non può, del resto, essere diversamente, specie pensando all’esperienza di Maria incinta e di Giuseppe, nel loro spostamento “forzato” da Nazareth a Betlemme. «Tu sai cosa vuol dire portare in grembo la vita e sentire intorno l’indifferenza, il rifiuto, a volte il disprezzo», afferma il Papa rivolgendosi all’Immacolata. «Per questo ti chiedo di stare vicina alle famiglie che oggi a Roma, in Italia, nel mondo intero vivono situazioni simili, perché non siano abbandonate a sé stesse, ma tutelate nei loro diritti, diritti umani che vengono prima di ogni pur legittima esigenza».

 

«Maria veglia sulla città, sulle case, sulle scuole, sugli uffici, sui negozi, sulle fabbriche, sugli ospedali, sulle carceri; in nessun luogo manchi quello che Roma ha di più prezioso, e che conserva per il mondo intero, il testamento di Gesù: amatevi gli uni gli altri, come io ho amato voi»

L’«eccomi» della Vergine è la cura per l’egoismo 

Sul sì di Maria al disegno di Dio su di lei la riflessione del Papa ieri all’Angelus. Al termine, la vicinanza alle vittime della tragedia di Corinaldo e alle loro famiglie e l’omaggio ai 19 martiri beatificati in Algeria (ne parliamo in altre pagine di “Avvenire”). Quindi nel saluto ai fedeli italiani in piazza San Pietro, Francesco ha ricordato che in occasione dell’Immacolata «nelle parrocchie si rinnova l’adesione all’Azione cattolica, che da 150 anni è un dono e una risorsa per il cammino della Chiesa in Italia. Incoraggio – ha aggiunto Bergoglio – le sue articolazioni diocesane e parrocchiali a impegnarsi per la formazione di laici capaci di testimoniare il Vangelo, diventando lievito di una società più giusta e solidale ». Infine la benedizione dei fedeli di Rocca di Papa e della «fiaccola con cui accenderanno la grande stella sulla Fortezza della loro bella cittadina, in onore di Maria Immacolata». Di seguito le parole del Papa prima della preghiera mariana.

 

Cari fratelli e sorelle, buongiorno e buona festa! La Parola di Dio oggi ci presenta un’alternativa. Nella prima Lettura c’è l’uomo che alle origini dice noaDio, e nel Vangelo c’è Maria che all’annunciazione dice  a Dio. In entrambe le Letture è Dio che cerca l’uomo. Ma nel primo caso va da Adamo, dopo il peccato, gli chiede: «Dove sei?» ( Gen3,9), ed egli risponde: «Mi sono nascosto» (v. 10). Nel secondo caso, invece, va da Maria, senza peccato, che risponde: «Ecco la serva del Signore» ( Lc 1,38).

Eccomi è il contrario di mi sono nascosto. L’eccomi apre a Dio, mentre il peccato chiude, isola, fa rimanere soli con sé stessi.

Eccomi è la parola-chiave della vita. Segna il passaggio da una vita orizzontale, centrata su di sé e sui propri bisogni, a una vita verticale, slanciata verso Dio. Eccomi è essere disponibili al Signore, è la cura per l’egoismo, è l’antidoto a una vita insoddisfatta, a cui manca sempre qualcosa. Eccomi è il rimedio contro l’invecchiamento del peccato, è la terapia per restare giovani dentro. Eccomiè credere che Dio conta più del mio io. È scegliere di scommettere sul Signore, docili alle sue sorprese. Perciò dirgli eccomi è la lode più grande che possiamo offrirgli. Perché non iniziare così le giornate, con un “eccomi, Signore”? Sarebbe bello dire ogni mattina: « Eccomi, Signore, oggi si compia in me la tua volontà ». Lo diremo nella preghiera dell’Angelus, ma possiamo ripeterlo già ora, insieme: Eccomi, Signore, oggi si compia in me la tua volontà!

Maria aggiunge: «Avvenga per me secondo la tua parola ». Non dice: “avvenga secondo me”, ma “secondo

Affidarsi ogni giorno a Dio «antidoto a una vita insoddisfatta, rimedio contro l’invecchiamento del peccato, terapia per restare giovani dentro» L’omaggio all’Azione cattolica: da 150 anni dono e risorsa per il cammino della Chiesa in Italia

Te”. Non pone limiti a Dio. Non pensa: “mi dedico un po’ a Lui, mi sbrigo e poi faccio quel che voglio”. No, Maria non ama il Signore quando le va, a singhiozzo. Vive fidandosi di Dio in tutto e per tutto. Ecco il segreto della vita. Può tutto chi si fida di Dio in tutto. Il Signore però, cari fratelli e sorelle, soffre quando gli rispondiamo come Adamo: “ho paura e mi sono nascosto”. Dio è Padre, il più tenero dei padri, e desidera la fiducia dei figli. Quante volte invece sospettiamo di Lui, sospettiamo di Dio! Pensiamo che possa mandarci qualche prova, privarci della libertà, abbandonarci. Ma questo è un grande inganno, è la tentazione delle origini, la tentazione del diavolo: insinuare la sfiducia in Dio. Maria vince questa prima tentazione col suo eccomi.

E oggi guardiamo alla bellezza della Madonna, nata e vissuta senza peccato, sempre docile e trasparente a Dio. Ciò non vuol dire che per lei la vita sia stata facile, no. Stare con Dio non risolve magicamente i problemi. Lo ricorda la conclusione del Vangelo di oggi: «L’angelo si allontanò da lei» (v. 38). Si allontanò: è un verbo forte. L’angelo lascia la Vergine sola in una situazione difficile. Lei conosceva in che modo particolare sarebbe diventata Madre di Dio – lo aveva detto l’angelo –, ma l’angelo non l’aveva spiegato agli altri, solo a lei. E i problemi iniziarono subito: pensiamo alla situazione irregolare secondo la legge, al tormento di san Giuseppe, ai piani di vita saltati, a che cosa avrebbe detto la gente… Ma Maria mette la fiducia in Dio davanti ai problemi. È lasciata dall’angelo, ma crede che con lei, in lei, è rimasto Dio. E si fida. Si fida di Dio. È certa che col Signore, anche se in modo inatteso, tutto andrà bene. Ecco l’atteggiamento sapiente: non vivere dipendendo dai problemi – finito uno, se ne presenterà un altro! – ma fidandosi di Dio e affidandosi ogni giorno a Lui: eccomi!

 Eccomi” è la parola. “ Eccomi” è la preghiera. Chiediamo all’Immacolata la grazia di vivere così.

Francesco

© LIBRERIA EDITRICE VATICANA

 

 

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