«Contraccezione gratis, perché diciamo no»  Tre Regioni progettano la diffusione di pillole e preservativi tra i giovani Un modello cui si oppone chi lavora per educare AVV 29.11.18

«Contraccezione gratis, perché diciamo no» 

Tre Regioni progettano la diffusione di pillole e preservativi tra i giovani Un modello cui si oppone chi lavora per educare

 Inostri ragazzi hanno bisogno di accedere più facilmente di quanto accada oggi ai contraccettivi femminili e maschili? Al punto che le istituzioni pubbliche glieli devono passare gratis? O c’è l’attesa di altro? In tre Regioni si sta andando verso la gratuità della contraccezione per chi ha meno di 26 anni. Ma non tutti sono d’accordo.

 Emilia Romagna

«Un’iniziativa che va contro ogni principio educativo». È severo il giudizio di Patrizio Calderoni, ginecologo del Dipartimento materno- infantile al Sant’Orsola di Bologna e docente in innumerevoli corsi di educazione sessuale, soprattutto nelle scuole, riguardo la proposta di delibera dell’assessore regionale alla Sanità dell’Emilia Romagna Sergio Venturi, recentemente proposta e discussa in Commissione. Una proposta che intenderebbe aiutare a «prendersi cura della propria salute sessuale e riproduttiva fin dalla più giovane età» attraverso i Consultori pubblici. «Non ha senso fornire ai ragazzi strumenti anticoncezionali se non si è fornita loro un’adeguata educazione a un corretto uso della sessualità – prosegue Calderoni –. E del resto tutti o quasi, giovani e loro genitori, nonché gli insegnanti, chiedono una valida formazione nel campo dell’educazione sessuale. Vado a tenere tanti corsi, nelle scuole medie inferiori e superiori: i ragazzi vengono in massa e le lezioni sono molto partecipate. Non solo: subito prima e subito dopo il corso per loro incontro i genitori e li incoraggio a seguire con attenzione e anche con speranza i loro figli, certi che quanto di buono viene loro dato avrà buoni effetti». Il ginecologo fa notare che «il preservativo non ‘preserva’ del tutto dalla trasmissione di malattie e la diffusione della contraccezione non fa diminuire gli aborti».

Chiara Unguendoli

 

 Toscana

«Parlare con i ragazzi di affettività e sessualità è importante. Anche perché se non parliamo con loro di queste cose, attingeranno altrove le loro informazioni e magari rischieranno di ricevere messaggi sbagliati». Odilia Pazzi, operatrice del Consultorio Laurenziano di Firenze, si occupa da anni di questi temi. Grazie al Consultorio ragazze e ragazzi dagli 11 ai 14 anni vengono aiutati a parlare insieme di come affrontare i cambiamenti del loro corpo. Tra i «messaggi sbagliati», sottolinea, c’è anche quello di consentire ai giovani l’accesso gratuito ai contraccetti- vi, come ha annunciato di recente la Regione Toscana. «La contraccezione gratuita – sottolinea – è un modo per abdicare alle responsabilità educative che riguardano le famiglie, prima di tutto, ma anche la scuola e le istituzioni pubbliche. È come dire al ragazzo ‘fai quello che vuoi, basta che eviti malattie o gravidanze indesiderate’. Invece bisogna avere la pazienza di educare, far capire ai ragazzi, soprattutto negli anni delicati dell’adolescenza, il significato del rapporto sessuale, che non è soddisfazione di un bisogno fisico ma dono di sé all’altro, in un’ottica di apertura e non di chiusura».

Se l’obiettivo della delibera regionale è prevenire malattie sessualmente trasmesse e ridurre il ricorso all’aborto, secondo Odilia Pazzi c’è una strada apparentemente più difficile, ma più efficace, per ottenere questi risultati: «Indirizzare i comportamenti dei ragazzi piuttosto che limitarsi a consigliare loro di usare protezioni, dare un messaggio positivo, sulla bel- lezza e il valore del corpo, piuttosto che negativo sui rischi che la sessualità può comportare. Lo stesso fatto poi che una possibile gravidanza venga vista semplicemente come un rischio da evitare è un messaggio che rischia di non far capire ai ragazzi la bellezza di una relazione tra due persone che si apre alla vita».

Riccardo Bigi

 

 Marche

È polemica dopo l’approvazione all’unanimità in Consiglio regionale di una mozione che impegna la giunta a reperire risorse per offrire gratuitamente contraccettivi. Il primo a esprimersi con chiarezza è Paolo Perticaroli, presidente del Forum per le Associazioni familiari: «Siamo rammaricati per una decisione altamente discutibile. È grave che la mozione non faccia alcun cenno a una seria educazione sessuale rivolta ai giovani, in grado di aiutare a far comprendere la bellezza e la profondità del significato della sessualità». Perticaroli critica poi la mancata condivisione con la Consulta regionale della Famiglia. Duro anche il commento di Luca Marconi, consigliere regionale (Popolari Marche Udc) che al momento del voto, in segno di protesta, ha lasciato l’aula: «Non ne voglio fare una questione etica ma solo amministrativa. Il Consiglio regionale che rifiutò la mia proposta di applicare la legge 194 nei suoi articoli iniziali ora si contraddice con l’iniziativa sulla contraccezione. Fatichiamo ogni anno a finanziare la legge che sostiene le madri in difficoltà per una gravidanza ma chiediamo alla giunta regionale di spendere milioni per garantire la contraccezione gratuita alle donne marchigiane». Perticaroli aggiunge che il Forum proseguirà nelle iniziative di sensibilizzazione culturale nelle scuole, nelle quali ha coinvolto Ezio Aceti, psicologo dell’età evolutiva: «Mi sembra miope – osserva – pensare alla gratuità dei contraccettivi quando i veri problemi dei ragazzi sono altri». Aceti nell’ultimo anno ha incontrato 50mila ragazzi, molti dei quali nelle Marche: «I ragazzi – dice – vanno educati a essere liberi: liberi per amare. La sessualità tuttavia è un linguaggio che manifesta tutta la persona, educare all’affettività e alla sessualità significa educare alla crescita di tutta la persona. Essere maturi e liberi è condizione importante nel dono di sé e nel rapporto sessuale. Avere padronanza di sé, essere in grado di governare i propri istinti e le emozioni, scoprire la bellezza dell’altro, sono elementi di grande importanza e vanno promossi nelle scuole per favorire la conquista della libertà e della capacità di amare».

Vincenzo Varagona

 

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