Dal Sinodo una casa per il futuro La Pastorale giovanile guarda al XIV Convegno nazionale AVV 28.11.18

I nostri giovani saranno capaci di profezia e di visione nella misura in cui noi adulti siamo capaci di sognare e così contagiare e condividere i sogni e le speranze che portiamo nel cuore

Dal Sinodo una casa per il futuro

La Pastorale giovanile guarda al XIV Convegno nazionale

MATTEO LIUT

 

Avrà la Chiesa il coraggio di fare ciò che il Sinodo sui giovani ha chiesto? Sarà capace cioè di ascoltare le nuove generazioni senza paura anche di imparare da loro? Si riuscirà ora a pensare cammini di pastorale giovanile in grado di affascinare i ragazzi e così aiutarli a trovare la loro strada?

Per dare risposte a queste domande ci vorrebbe la sfera di cristallo, ma una cosa è certa: ovunque si respira la voglia di raccogliere il testimone lasciato dal Sinodo e portarlo ‘alla meta’. Un’idea di come questo avverrà nei prossimi mesi la dà don Michele Falabretti, responsabile del Servizio nazionale per la pastorale giovanile, che annuncia il XVI Convegno nazionale di pastorale giovanile. Si terrà a Terrasini (Palermo) dal 29 aprile al 2 maggio 2019 e avrà come tema «Dare casa al futuro. Le parole coraggiose del Sinodo dei giovani». Da oggi a quell’appuntamento si gioca un tempo prezioso, che sarà segnato anche dalla Gmg di Panama dal 22 al 27 gennaio.

Il tempo della cova

Per descrivere quello che stiamo vivendo ora, nota il sacerdote, potremmo prendere in prestito un termine del mondo animale: «È il periodo della ‘cova – sottolinea don Falabretti –. Che corrisponde a quella che nella lectio divina si chiama ‘ruminatio’: il tempo in cui ‘fai scendere’ le cose e aspetti con un po’ di pazienza che risalgano, per prendere la forma di cui abbiamo bisogno». D’altra parte è proprio questo il clima che si respira un po’ in tutte le diocesi italiane, guardando a ciò che il Sinodo ha lasciato. «La sensazione – chiosa Falabretti – è che i lavori sinodali alla fine abbiano provocato più di quello che ci si potesse aspettare. Prima che iniziassero, infatti, forse si pensava che in fondo ‘tutto quello che c’era da dire era già stato detto’ e non c’era nulla da aggiungere. Ma il processo sinodale, invece, ha provocato altri pensieri, altre aperture, altri orizzonti da esplorare ». E ad animare i percorsi di questo periodo pare essere proprio la consapevolezza che «cose che si pensava di fare già bene possono ancora essere affinate, raffinate, curate». Come la sfida dell’ascolto, che non può mai essere compito di un singolo ma coinvolge un processo comunitario.

L’anima di un cammino

Sta in queste linee, quindi, la risposta alla domanda che oggi i responsabili della Pastorale giovanile si pongono: e ora cosa c’è da fare? Il Sinodo, aggiunge don Falabretti, ha offerto «una grande indicazione di metodo nel modo di entrare in relazione, nello stile scelto, con uno sguardo attento alla realtà». Questo metodo è confluito tutto nel documento finale, che ora diventa la vera anima del cammino della Pastorale giovanile italiana per i prossimi mesi. «Mentre la lettura del documento diventa diffusa – sottolinea Falabretti –, dando il tempo perché esso divenga occasione di confronto, c’è bisogno di provare a individuare gli snodi e i temi che sono particolarmente preziosi per la realtà della Chiesa italiana».

I prossimi mesi, quindi, saranno dedicati a quest’opera di lettura, riflessione e traduzione a partire dalle conclusioni del Sinodo. «D’altra parte – nota il responsabile nazionale della Pastorale giovanile – nellaEpiscopalis communioil Papa stesso ha chiesto di curare sempre di più la ricezione del Sinodo sul territorio. Questi mesi saranno l’occasione perché questa ricezione passi attraverso la vita delle persone». E non si tratta di compiere un’operazione intellettuale, ma di «ragionare in modo serio su cosa significa riprendere in mano la questione della trasmissione della fede».

Tappe di una convocazione

Proprio questo lavoro di riflessione sarà al centro del Convegno di primavera, che raccoglierà tutto quello che sta venendo fuori dal confronto provocato dal documento finale del Sinodo. «Ci sarà anche la meditazione dell’esortazione apostolica post-sinodale di papa Francesco», nota Falabretti, ma la chiamata rivolta a tutti ora è di prendere in mano la conclusioni del Sinodo e calarle nella propria realtà. Una tappa preziosa di questo cammino è rappresentata dalla Gmg di Panama, alla quale si stanno preparando alcune centinaia di giovani italiani: anche questa esperienza offrirà un prezioso contributo alla preparazione del Convengo nazionale. «Ciò che mi aspetto dall’evento di Terrasini – conclude Falabretti – non è l’offerta di ‘ricette pronte’ ma degli ingredienti giusti perché ognuno, poi, nella propria realtà trovare le ricette più adatte».

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Falabretti: questo è il tempo della «cova» per far crescere le parole coraggiose del documento finale Evento siciliano a Terrasini dal 29 aprile al 2 maggio

 

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