Minorenne torturato, la Chiesa: serve una vera alleanza educativa AVV 27.11.18

Minorenne torturato, la Chiesa: serve una vera alleanza educativa

MARIA TERESA ANTOGNAZZA

 

Sono fissati per oggi gli interrogatori di garanzia di tre dei quattro 14enni di Varese accusati di aver sequestrato e torturato un ragazzo di un anno più grande di loro, in un box del capoluogo. I tre sono finiti in carcere al Beccaria di Milano venerdì scorso. L’atroce episodio che ha visto il branco accanirsi con ferocia inaudita sul quindicenne, accusato di non aver dato informazioni su un amico che doveva saldare un debito di droga, ha scosso profondamente la città. A dar voce allo sgomento e alla preoccupazione educativa sono soprattutto i sacerdoti varesini. Dopo le parole del prevosto Luigi Panighetti, che ha spronato la comunità adulta a «una seria verifica su come dialoghiamo con i nostri ragazzi, cosa diciamo loro, cosa mostriamo di fatto che vale di più, come gli mostriamo una bellezza ed un bene cui anche loro appartengono », ieri sono intervenuti anche il decano, don Mauro Barlassina, e don Matteo Missora, responsabile della Pastorale giovanile. «Il fatto – scrivono – genera dolore ma conferma la complessità e la fatica nella quale si vengono a trovare le persone che ci vivono. È innegabile il desiderio dei più giovani di trovare un senso al reale ma, altrettanto evidente, la fatica del ‘mondo adulto’ a trasmettere questo senso delle cose». Una sfida che diventa impegno educativo, che deve unire tutti gli attori in campo «nella condivisione di impegno e di forze». Come parrocchie, associazioni e movimenti «stiamo scegliendo per un’alleanza educativa tra famiglie, scuola, oratori, società sportive e associazioni a servizio dei nostri ragazzi che arrivi a trasformare le ‘emergenze’ in opportunità preziosa e capace, con amorevolezza e precisione, di raccontare il bene, il vero, il bello attraverso la proposta di una ‘vita buona’, realmente libera perché liberata da egoismi e violenze».

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Varese: oggi gli interrogatori di garanzia di tre dei quattro ragazzi fermati dopo la violenza nei confronti di un coetaneo

 

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