Il tema. Potenziare l’educazione finanziaria AVV 6.10.18

Il tema.

Potenziare l’educazione finanziaria

EMILIO BARUCCI

 

La crisi dei mutui subprime e quella dell’euro hanno posto con forza il tema della protezione del risparmiatore nel mondo della finanza. In ambedue i casi non abbiamo soltanto assistito a comportamenti non corretti da parte di intermediari che concedevano mutui senza garanzie per lucrare sulle commissioni o collocavano titoli di dubbia qualità in conflitto di interessi. È emerso anche un deficit di educazione finanziaria dell’investitore che avrebbe agevolato pratiche non virtuose: quasi la metà della popolazione non conosceva il funzionamento della capitalizzazione composta, e quindi non era in grado di valutare la rata di un mutuo, o non poteva concepire il fallimento di una banca e quindi il mancato rimborso delle proprie obbligazioni. La crisi finanziaria ha mostrato che la normativa posta a tutela del risparmiatore non era all’altezza del compito. L’enfasi posta sulla trasparenza in merito ai costi e ai rischi dei prodotti finanziari ha mostrato di avere il respiro corto in quanto l’investitore non è in grado di comprendere adeguatamente queste informazioni.

L’ignoranza non è una colpa ma non può essere neppure una scusa per giustificare scelte avventate. La risposta alla crisi finanziaria è stata su due fronti. Da un lato le autorità hanno riconosciuto che gli investitori sono stati truffati nella vendita di alcuni prodotti finanziari e hanno quindi riconosciuto loro forme straordinarie di rimborso, dall’altro la normativa a tutela del risparmiatore è stata inasprita con il passaggio da MIFID1 a MIFID2 che permette ad esempio di vietare la commercializzazione di un prodotto se non è adatto alle esigenze dei risparmiatori.

Accanto a queste misure si è posto il tema di innalzare il livello di educazione finanziaria. Un’impresa difficile in quanto scontiamo l’assenza di uno spazio per l’educazione finanziaria nei programmi scolastici. Nell’attesa di colmare il vuoto, fioriscono le iniziative di sensibilizzazione. Per promuoverle e coordinarle è stato istituito al Ministero dell’Economia un Comitato per le attività di educazione finanziaria e ottobre è proprio il mese dedicato al tema. Il problema è come fare educazione finanziaria in modo efficace. Si tratta di una questione non facile da affrontare in quanto la finanza non si riduce soltanto alla conoscenza di qualche nozione ma richiede anche una dimestichezza con strumenti matematici e statistici, quali la conoscenza di una funzione esponenziale per il calcolo degli interessi o la stima della volatilità di un titolo. Siamo quindi di fronte ad un gap di conoscenze e ad uno di capacità cognitive. Mentre il primo può essere affrontato con un’attività divulgativa tradizionale, il secondo rischia di essere un ostacolo insormontabile: chi è allergico alla matematica sarà sempre in difficoltà. Accanto a questi aspetti non si devono sottovalutare quelli emozionali che portano gli individui a reagire in modo molto diverso alle situazioni che sono chiamati a fronteggiare.

Per tenere conto di questi aspetti si stanno mettendo a punto tecniche e format di formazione innovativi che spesso partono dalle esigenze concrete e mirano a coinvolgere l’individuo facendogli sperimentare le diverse situazioni portandolo a scoprire quelle che sono le soluzioni più adeguate o i limiti delle proprie conoscenze. L’educazione finanziaria non si innalza soltanto facendo una bella lezione dalla cattedra, occorre utilizzare strumenti didattici innovativi, forniti anche dalle nuove tecnologie, quali video, giochi, lavori di gruppo, competizioni (come la Caccia al Tesoro Finanziaria ideata e gestita dal Dipartimento di Matematica del Politecnico di Milano) che permettono di incrementare il livello di partecipazione e di assimilazione. Una sfida non banale che coinvolge l’accademia, la scuola, le istituzioni, le associazioni dei consumatori e il mondo delle imprese.

docente di Finanza matematica

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Si stanno mettendo a punto tecniche e format di formazione innovativi che spesso partono dalle esigenze concrete per aumentare le conoscenze

 

Start a Conversation