Giornalismo Via odio e fake news Ecco la nuova ‘Carta

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Via odio e fake news Ecco la nuova ‘Carta’

PERUGIA

Pietre. Da scagliare contro gli avversari e da impilare per alzare muri. Oppure da comporre ad arco per costruire ponti. Le parole davvero possono diventare pietre. E il ruolo dei giornalisti è schiacciato tra due pericoli. Quello delle delle fake news e della propaganda. E quello delle pressioni del potere, che diventa violenza nei governi autoritari così come nelle aree controllate dal crimine. Alla vigilia della Marcia della Pace Perugia-Assisi, gli operatori della comunicazione si incontrano al Sacro convento per dare gli ultimi ritocchi alla ‘Carta di Assisi’ e denunciare il clima di insofferenza crescente contro il giornalismo corretto e onesto.

L’informazione non solo è un dovere per chi la fa, ma anche un diritto per i cittadini che devono essere informati, dice l’articolo 21 della Costituzione. Ed è l’Associazione Articolo 21 – assieme al Sacro Convento di Assisi, l’Ordine dei giornalisti, Fnsi, Usigrai e Tavola della pace – a convocare la categoria. «Non un assemblea di giornalisti – dice il presidente Fnsi Beppe Giulietti – ma di tutti i cittadini che hanno il dirito-dovere di informare ed essere informati. Rifiggendo il modello del capo che dal balcone si rivolge alla folla». Daniele Cerrato, presidente Casagit, denuncia il tentativo del potere di informare senza intermediazione: «Il tweet che diventa comunicazione senza possibilità di interlocuzione ». O lo stile delle conferenze stampa che si chiudono senza spazio per le domande. Il rischio alla lunga è di finire come in Turchia: qui da Assisi si rilancia l’ashtag #NoBavaglioTurco, per denunciare l’ergastolo ai tre giornalisti invisi al governo di Erdogan e gli altri 170 sotto processo. E per non dimenticare Daphne Karuana Galizia che a Malta un anno fa saltava in aria per le sue inchieste sui traffici mafiosi di membri vicini al governo maltese. Una tragedia che a Malta, denuncia la sorella Corinne, si cerca di dimenticare. Ma i giornalisti rischiano anche in Italia. Minacce di morte nei giorni scorsi a Ostia sono arrivate a Federica Angeli di Repubblica, nel mirino del clan Spada. Minacce anche a Sara Lucaroni di Avvenire, da estremisti di destra per i suoi servizi sulla Siria. Ma Avvenire è anche il giornale, assieme al Manifesto, ‘espulso’ dalla sindaca leghista di Monfalcone dalla biblioteca comunale. Marco Tarquinio, direttore di Avvenire, parla di scelta «ridicola oltre che grave». E plaude alla Carta di Assisi: «Viviamo un tempo di smemoratezza, e allora noi giornalisti abbiamo bisogno di ricordarci e di aggiornare i principi della professione. Ma saremo considerati utili solo se ci riconoscono il ruolo di difensori dei pozzi dall’acqua potabile dell’informazione pulita, utile, onesta».

Luca Liverani

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                                                 Il decalogo

  1. Non scrivere degli altri quello che non vorresti fosse scritto di te.Scrivere significa comunicare. Comunicare significa comprendere. L’ostilità rappresenta una barriera insormontabile per la comprensione.
  1. Non temere le rettifiche. Una corretta informazione lo è sempre. Lo è soprattutto quando si è onesti con i lettori. Non temere di dare una rettifica quando ti accorgi di aver sbagliato.
  1. Dai voce ai più deboli. Ricorda di dare voce a chi non ha altro possesso che la propria vita, difendi la tua identità ma rispetta sempre diversità e differenze.
  1. Impara a dare i numeri.Quando scrivi ricorda sempre di integrare le opinioni con tutti i dati utili a una corretta informazione.
  1. Le parole sono pietre, usale per costruire ponti. Ricorda che le parole, se male utilizzate, possono ferire e uccidere; cancella dal tuo blog o dal tuo sito i messaggi di morte; denuncia gli squadristi da tastiera e cerca di costruire ponti scalando i muri della censura.
  2. Diventa scorta mediatica della verità. Fatti portavoce di chi ha sete di pace, verità e giustizia sociale. Quando un cronista è minacciato da mafie e camorre riprendi il suo viaggio e non lasciarlo solo.
  3. Non pensare di essere il centro del mondo. Non credere di essere il fulcro dell’Universo, cerca piuttosto di illuminare con quello che scrivi le periferie del mondo e dello spirito.
  4. Il web è un bene prezioso. Sfruttalo in modo corretto. Ricorda che internet è rivoluzione, ma quello che scrivi è rivelazione di quello che sei.
  5. Connettiti con le persone. L’obiettivo finale non deve essere avere una rete fitta di fili, ma una rete fatta di fratelli e sorelle.
  1. Porta il messaggio nelle nuove piazze digitali. San Francesco operò una rivoluzione, portando il messaggio dalle chiese alle piazze. Oggi ricorda di incarnare una nuova rivoluzione portando il messaggio dalla piazza alla nuova agorà.

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