ANALISI I dati della scienza e l’onda dei pregiudizi. Così la legge ci ha messi in pari con l’Europa AVV 25.4.18

ANALISI

I dati della scienza e l’onda dei pregiudizi. Così la legge ci ha messi in pari con l’Europa

VITTORIO A. SIRONI

Anche quest’anno, dal 23 al 29 aprile, la Regione Europea dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) celebra la Settimana delle vaccinazioni. È un’iniziativa nata nel 2005 che ogni anno si propone di sensibilizzare la popolazione sottolineando l’importanza, per la salute individuale e collettiva, dell’immunizzazione ottenibile contro molte malattie infettive con questa pratica sanitaria. I vaccini salvano la vita e sono una delle più grandi conquiste della medicina. Sono fonte di benefici sanitari e sociali: proteggendo la fascia di popolazione più vulnerabile, quella infantile, non solo consentono un’esistenza sana, ma prevengono anche la malnutrizione e la povertà. Grazie alla vaccinazione di massa il vaiolo è stato completamente eradicato a livello mondiale nel 1979 e un’altra grave malattia infettiva, la poliomielite, è anch’essa sul punto di scomparire definitivamente. Paradossalmente però oggi crescono la paura e la diffidenza nei confronti dei vaccini. Timori del tutto ingiustificati, legati a scarsa conoscenza o disinformazione e sovente a pregiudizi che non hanno ragione di essere. Ritenere che alcuni vaccini possano determinare l’autismo o altre gravi malattie neurologiche, oltre che falso, è assurdo. L’Europa ha complessivamente una buona copertura vaccinale infantile e si pone l’obiettivo di eliminare a breve sul suo territorio rosolia e morbillo. Quest’ultimo è ancora oggi una delle principali cause di morte infantile. Gli ultimi dati disponibili, relativi al 2016, hanno fatto registrare poco meno di 90mila decessi in tutto il mondo: un dato in calo di oltre l’80% rispetto al totale riferito al periodo 2000-2016, ma ancora troppo elevato se si considera che si dispone di un vaccino sicuro ed economico con- tro questa infezione.

D’altra parte i rischi legati all’inadeguata copertura vaccinale della popolazione infantile nei confronti del morbillo abbiamo dovuto constatarli nel nostro stesso Paese lo scorso anno (4.991 casi con 5 morti, il maggior numero di morbilità e mortalità tra tutti i Paesi europei) e, malauguratamente, anche nei primi mesi di quest’anno (già 411 casi con 2 decessi). Avere reintrodotto in Italia nel 2017 l’obbligo di vaccinazione per l’iscrizione a scuola ha consentito di invertire finalmente la pericolosa discesa della percentuale di copertura necessaria per assicurare la “protezione di gregge” alla popolazione. L’abolizione nel 1999 di tale obbligo era nata dall’errata illusione che le malattie per cui ci si vaccinava erano quasi scomparse “spontaneamente” (mentre la loro diminuzione era proprio legata agli effetti positivi della vaccinazione, che limitava e conteneva la diffusione degli agenti infettivi nella popolazione) e dalla convinzione che sarebbe bastato l’invito di eseguire volontariamente le vaccinazioni per mantenere un’adeguata copertura. Fu un grave errore, sia per lo scarso impegno delle istituzioni e degli operatori sanitari nel sostenere le campagne vaccinali che per il crescente peso sull’opinione pubblica del movimento No-vax contrario ai vaccini.

Sulla necessità delle vaccinazioni si è acceso in questi ultimi anni un confronto serrato, sovente addirittura esasperato. Un dibattito vivace anche in ambito editoriale. È possibile oggi ‘Un mondo senza vaccini?’

(C1V 2017) si chiede Francesco M. Galassi, rispondendo poi in modo negativo, mentre Pier Luigi Lopalco, in ‘Informati e vaccinati( Carocci 2018), spiega cosa sono, come funzionano e quanto sono sicuri i vaccini. In questo ambito una scelta consapevole è legittima, ma ritenere che le vaccinazioni obbligatorie servano solo ad arricchire le industrie è una bufala che, come sottolinea Roberto Burioni ne ‘La congiura dei somari’ (Rizzoli 2017), nasce dall’errata convinzione che possano avere lo stesso peso impressioni personali e conoscenze mediche, dimenticando che la scienza non è democratica. Anche il dilemma ‘Vaccini si o no?’

(Macro 2015) proposto da Stefano Montanari e Antonietta Gatti vuole offrire un contributo per chiarire molti dubbi.

Sono alcune delle pubblicazioni più recenti, incentrate soprattutto sulla necessità di rispondere a interrogativi ed eliminare paure sui vaccini. Così come lo è la campagna di sensibilizzazione sull’importanza di immunizzare la popolazione infantile. Non solo per proteggere il singolo bambino, ma anche per prevenire la diffusione delle infezioni in tutta la popolazione. I benefici della vaccinazione sono incomparabilmente superiori ai rischi e ai costi. È indispensabile evitare strumentalizzazioni, ambiguità e tentennamenti. Una corretta informazione senza pregiudizi è alla base di una scelta consapevole e di un buon uso delle conoscenze e degli strumenti medici di cui disponiamo.

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