Il manifesto e il disappunto del Mpv AVV 8.4.18

Il manifesto e il disappunto del Mpv

ALESSIA GUERRIERI

ROMA

In quello spazio adesso c’è un telo di sette metri per undici bianco. Ma il manifesto affisso (legalmente) il 3 aprile da Provita in via Gregorio VII a Roma continua a far parlare di sé, anche dopo la rimozione avvenuta nel giro di quarantotto ore da parte del Comune di Roma. E lo fa attraverso i social, dove la onlus che ha lanciato l’iniziativa ha deciso di continuare la campagna in difesa della vita chiedendo agli utenti di Facebook di cambiare per due giorni la propria immagine del profilo. Mettendo al suo posto il maxi manifesto in cui è raffigurato un bambino all’undicesima settimana di vita e la scritta ‘Tutti i tuoi organi erano presenti. Il tuo cuore batteva già dalla terza settimana dopo il concepimento. Già ti succhiavi il pollice. E ora sei qui per- ché la tua mamma non ha abortito’. E in poche ore più di mille l’hanno fatto. Una «protesta pacifica » che va di pari passo all’annunciato ricorso amministrativo nei confronti dell’amministrazione capitolina che Provita ha intenzione di avviare contro «l’ingiusto provvedimento».

Una risposta, quella di Provita, che si affianca alla replica del Movimento per la vita italiano. Esprimendo il proprio disappunto per le polemiche suscitate dal manifesto «e per la conseguente rimozione dello stesso – spiega il presidente Maria Casini Bandini –. Ci dispiace che siano state calpestate le libertà costituzionalmente garantite di parola e di espressione, che in questo caso hanno a che fare con una elementare verità fondata sulla scienza e sulla ragione». Il figlio è figlio fin dal concepimento, ricorda Mpv, «è un essere umano, uno di noi, titolare del basilare diritto alla vita. È lodevole l’intento di portare l’attenzione sul bambino non nato».

Tuttavia, al di là di questo, il Movimento per la vita prende le distanze dalle modalità con cui il messaggio è stato portato all’attenzione dell’opinione pubblica. Mpv, in realtà, «ha sempre adottato modalità comunicative diverse per promuovere la cultura dell’accoglienza dei bambini in viaggio verso la nascita ». È necessario, secondo la presidente Casini Bandini, che il tema della vita nascente sia proposto «in chiave costruttiva, con lo spirito di chi vuole gettare ponti e non costruire muri»; con la fiducia che, nonostante tutto, «la ‘preferenza per la nascita’ è un percorso tracciato destinato a consolidarsi». Per questo, il Movimento per la vita auspica che il quarantesimo anniversario della legge 194 sia l’occasione per una «riflessione dialogante e approfondita». Intanto ieri un’azione antiabortista messa a punto da Forza Nuova alla Casa Internazionale delle Donne di Roma ha provocato la reazione del Pd. Lo striscione esposto recitava così: ‘194, strage di Stato’.

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Il Movimento per la vita: promuoviamo la cultura del nascituro in modo diverso. La campagna contro l’aborto di Provita continua intanto sui social network

 

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