Busca: «Gli adulti non temano il sorpasso dei giovani» AVV 18.3.18

Mantova.

Busca: «Gli adulti non temano il sorpasso dei giovani»

 

Giovani che faticano a realizzarsi e adulti che non riescono a cedere il passo. È in questo fragile rapporto che si gioca il futuro della società. Lo ha sottolineato il vescovo di Mantova Marco Busca, nel ‘Discorso alla città’ pronunciato ieri, in Seminario, in occasione del patrono sant’Anselmo, che ricorre oggi. «I giovani – ha esordito il vescovo – non sono bottiglie da riempire, ma da stappare per avere vino nuovo». La riflessione nasce da una ricerca su un campione di ragazzi tra i 15 e i 29 anni. Dallo studio emerge che Mantova non è una provincia per giovani a causa soprattutto della disoccupazione, raddoppiata in 10 anni. Di fronte a questo scenario, i giovani reagiscono in vari modi: la maggior parte (circa l’80%) cerca di sfruttare le condizioni positive che ancora offre la società, pur senza guardare al futuro. Tra gli altri (il 20%) c’è chi resta inerte e chi ha maturato indifferenza o rabbia. Strade rischiose, che talvolta sfociano in forme di dipendenza, violenza o autolesionismo. «In un giovane senza lavoro – ha sottolineato il vescovo – viene meno quella ‘missione’ che ne stimola l’impegno. Rischia di cercare un posto nel mondo con la paura di non trovarlo». Preoccupa la mancanza di speranza, alimentata anche da alcune famiglie che tendono a proteggere anzichè responsabilizzare. Così si crea un «abbraccio mortale» che impedisce ai figli di diventare indipendenti. «Occorre dare ai giovani un nuovo orizzonte – ha aggiunto Busca – cioè spiegare che avere un senso nella propria vita non significa solo scegliere una professione, ma scoprire una vocazione. Hanno bisogno di qualcuno che parli loro in base all’esperienza, non facendo lezioni, ma attraverso testimonianze».

Da qui, l’invito del vescovo a quanti sono a contatto con i giovani: famiglia, scuola, imprese. «Gli adulti devono essere un ‘punto d’appoggio’, non temere il confronto o il sorpasso dei giovani. Serve un patto tra generazioni perché la vita scorra per successione lineare: solo così giovani e adulti potranno continuare a viaggiare insieme».

Roberto Dalla Bella

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Nel ‘Discorso alla città’, il vescovo invoca un patto tra generazioni per aiutare i ragazzi a ritrovare fiducia nel domani

 

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