L’allarme Uno studente su tre fa uso di sostanze AVV 5.1.18

L’allarme

Uno studente su tre fa uso di sostanze

«Di tante non conosciamo l’effetto»

ROMA

Il 32,9% degli studenti fra i 15 e i 19 anni, (poco più di 800mila) ha utilizzato almeno una sostanza psicoattiva illegale nel corso della propria vita, mentre il 25,9%, circa 650mila ragazzi riferisce di averlo fatto nel corso dell’ultimo anno. Lo afferma lo studio Espad Italia dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ifc-Cnr), che descrive gli scenari e le tendenze presenti fra i giovani nel nostro paese (nel 2016, ndr) riguardo all’uso delle sostanze stupefacenti e i comportamenti a rischio correlati. «La cannabis si conferma la sostanza psicoattiva illegale più diffusa – afferma Sabrina Molinaro dell’Ifc-Cnr e coordinatrice dello studio Espad –. Quasi un terzo dei 15-19enni (32,4%, circa 804mila; maschi 37,7%; femmine 28%), l’ha utilizzata almeno una volta nella vita, il 25,8% (circa 650mila; maschi 30,9%; femmine 20,7%) ne ha fatto uso nell’ultimo anno. Dato confermato anche dalla Relazione al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze dove si rileva che i quantitativi di sostanza sequestrati corrispondono a più del 90% del totale dei sequestri e le segnalazioni per detenzione di cannabis per uso personale rappresentano l’80% dei casi». «Al secondo posto per utilizzo tra i giovani studenti – continua la ricercatrice – troviamo la “spice”, un cannabinoide sintetico che riproduce gli effetti della cannabis, particolarmente reperibile sul web: ne ha fatto uso l’11% (circa 275mila ragazzi) almeno una volta nella vita e il 35,5% di questi (circa 98mila) lo ha fatto 10 volte o più».

Il predominio della cannabis conferma un dato degli anni precedenti: «Il dato che la “spice” sia diventata la seconda sostanza più diffusa fra gli studenti è però preoccupante, poiché gli effetti sulla salute non sono ancora ben noti ed è quindi ancor più pericolosa. Nei consumi seguono poi le Nps (New Psychoactive Substance – Nuove sostanze psicoattive), la cocaina, stimolanti e allucinogeni, mentre l’eroina è la sostanza meno diffusa », conclude la ricercatrice. «Si osserva – conclude Molinaro – la diffusione delle Nps quali oppiacei sintetici e catinoni sintetici come mefredone, ketamine, fenetilamine, utilizzate almeno una volta nella vita dal 3,5% degli studenti e quindi diffuse tanto quanto la cocaina o anche più diffuse se si considera l’eroina, utilizzate nella vita rispettivamente dal 3,6 e l’1,5 per cento dei ragazzi».

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Preoccupano i dati di uno studio del Cnr. Al primo posto c’è sempre la cannabis

 

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