La gioia e lo stupore di un incontro: dalla ricerca alla consapevolezza

Gioia. Stupore. Ricerca. Consapevolezza: queste le parole che hanno fatto da linea – guida all’incontro degli aspiranti Salesiani Cooperatori il 12 novembre 2017 a Mestre.

Un incontro avviato con la Santa Messa, durante la quale don Jean Rebellato ci ha fatto riflettere su un  desiderio vivo in ciascuno, pur tra le difficoltà quotidiane: quello di cercare la Voce che ci guida verso il Paradiso, in mezzo a molte voci false o inutili, accompagnati dalla forza della Grazia che non viene meno. Un pensiero che don Jean ha declinato con le parole di Don Bosco “Pane, lavoro e Paradiso”.

 

Lo stupore dell’incontro con Parola e Pane già aveva avviato una domenica speciale.

La ricerca degli aspiranti si è poi focalizzata sull’ ‘identikit tridimensionale’ del Cooperatore, visto sotto il profilo umano, cristiano e salesiano. Con la forza e l’esperienza di un cooperatore di vecchia data, ma giovane nel cuore, Roberto Lorenzini ha rintracciato le sue caratteristiche in un passo del Documento preparatorio al Sinodo sui giovani di Papa Francesco. Le figure di riferimento della Comunità, e quindi anche i Cooperatori, si presentano come “persone con una chiara identità umana, credenti autorevoli, con una vigorosa passione educativa e una profonda capacità di discernimento”.

Discernimento: un passaggio fondamentale per poter scegliere, alla luce dello Spirito Santo, chi vogliamo essere nella vita e procedere nella sfida della maturazione umana, cristiana e salesiana.

La gioia, che ha caratterizzato fin dall’inizio il clima accogliente dell’incontro, si è fatta più visibile quando ci siamo seduti ai tavoli del refettorio davanti ad una buona pizza. Non conoscere chi era accanto a noi non è stato un problema, perché l’accoglienza e la sana curiosità di ciascuno verso l’altro hanno intessuto un dialogo sereno.

Nel pomeriggio Don Stefano Mazzer ha condiviso con noi alcune riflessioni sulla forza del discernimento, attraverso la lettura dell’incontro di Cristo con la Samaritana (Giovanni 4, 3 – 30.39 -42). Dalle sue coinvolgenti parole sono nate nuove consapevolezze. Come quella che ciascun uomo è il fine, non il mezzo, di Dio che lo cerca solo ed esclusivamente per ciò che è, non per quanto potrà fare o produrre. O come quella, liberatoria, che ci autorizza a momenti di stanchezza, visto che Gesù stesso non si vergogna di mostrarsi stanco, seduto sull’orlo del pozzo.  Allora la sua richiesta di acqua alla Samaritana è anche per tutti noi, che non dobbiamo preoccuparci di mostrarci ’degni’ della sua chiamata, perché abbiamo già i requisiti per vivere da cristiani nel mondo. E ancora: il Dio che ci chiama è un Padre che promette vita e gioia piene, anche quando l’entusiasmo degli inizi cede il posto alla quotidianità della nostra scelta.

Al termine di questa giornata organizzata con tanta cura per gli aspiranti ci si scopre più ricchi. Ascoltare parole di speranza, potersi esprimere liberamente senza timore del giudizio altrui, ricaricare l’anima per vivere la ferialità hanno ora una prospettiva nuova. Arrivederci al prossimo incontro, nel febbraio 2018!

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