Giornata di formazione dei consigli locali

Mestre, 5 febbraio 2017

Il primo appuntamento che ha dato la carica giusta per la giornata è venuto dall’incontro con Gesù Parola ed Eucaristia.

Il Vangelo, così come ce l’ha commentato nell’omelia il Delegato provinciale Don Jean Rebellato, ci ha messo subito davanti alla nostra missione che è quella di essere sale, cioè la capacità di dare un sapore che la terra non ha. Chi è innestato in Cristo e vive delle Beatitudini è in grado di portare questo sapore. I beni delle Beatitudini  offerti al mondo danno un sapore nuovo, una qualità nuova alla vita. Gesù non vuole tanto sale ma piuttosto che conservi il suo sapore. E il sapore lo dà Gesù, è il dimorare presso di lui che ci permette di portare speranza al mondo, promuovendo percorsi che riconoscano in ogni persona l’immagine di Dio. Non occorrono masse, basta un gruppo di fedeli che in forza della Parola esprimono Gesù nella loro vita. Il nostro deve essere il sapore del Vangelo che riflette in terra la vita del Cielo. Non è un ideale impossibile, basta fare spazio a Gesù nell’Eucaristia, nella sintonia con la sua Parola, nell’avere lo sguardo puro, aperti alla condivisione con tutti, disposti a fare la volontà di Dio. Essere come il sale significa anche essere disposti a scioglierci, a sparire, a perdere la propria vita facendoci servi di chi ci sta accanto: rimarrà il sapore di una vita rinnovata perché Gesù-Pane distribuisce la vita divina attraverso di noi. Per questo è necessaria una meditazione prolungata per mostrare Gesù agli uomini del nostro tempo, dobbiamo avere il coraggio di dargli spazio nelle nostre giornate. Dio è la Luce e i suoi discepoli sono la luce del mondo. Ma il credente è figlio di Dio non per le sue buone azioni, ma perché permette a Cristo di vivere in lui, anche se non sa quando è luce per gli altri. Riordiniamo la nostra giornata dando a Gesù il posto che merita nella nostra vita. Possiamo sbagliare ogni giorno ma la Misericordia ci guarisce e diventiamo partecipi del disegno del Padre.

Dopo l’Eucaristia si passa ai lavori in assemblea con Antonio Boccia, Consigliere mondiale per la Regione Italia – Medio Oriente – Malta. Presenta una carrellata sulla situazione della Regione attraverso slides con grafici e numeri: ci sono elementi di forza, di debolezza e di speranza.

Ciò premesso vengono presentate le Linee generali di animazione 2015-2021 per la Regione che dovrebbero essere di stimolo per programmare il cammino di ogni Provincia e di ogni Centro in questo sessennio.

Per semplificare riporto una sintesi delle Linee di animazione alle quali ogni Centro potrà attingere per definire degli obiettivi verificabili per ogni anno sociale, tralasciando i commenti appropriati inseriti da Antonio.

TRA LE PRIORITÀ:

  1. Rafforzare il senso di appartenenza:
  2. Conoscenza reciproca e comunione in Associazione e nella Famiglia Salesiana
  3. Collegamento Centri – Provincia – Regione
  4. Attenzione al Medio Oriente intensificando le relazioni coi Cooperatori del M.O.

SETTORI DI ANIMAZIONE:

  • Segreteria Raccogliere e condividere buone prassi, documenti, sussidi, testi, articoli, esperienze,             strumenti, video snelli e divulgativi, newsletter
  • Amministrazione Educare alla solidarietà economica come senso di appartenenza e corresponsabilità nella missione
  • Formazione Per una formazione robusta, sistematica, biblica e salesiana:
  • Prevedere formazione iniziale, permanente, per Responsabili con Delegati/e Tutti i Cooperatori sono una risorsa per la formazione!
  • Individuare nella programmazione  obiettivi, priorità, iniziative, risorse, modalità, verifiche
  • Imparare a porsi degli obiettivi e un piano di formazione sessennale (Regione), triennale (Provincia) e annuale (Centri) e a perseguirli con gradualità
  • Potenziare l’identità associativa: conoscere il PVA con supporti multimediali, il progetto di Don Bosco, il Commentario del PVA…
  • Pastorale familiare Essere attenti alle giovani coppie, aiutarle a confrontarsi Curare le famiglie per proposte valoriali, ecclesiali, educative secondo il sistema preventivo
  • Giovani Cooperatori 
  • Proporre la vocazione del Cooperatore ai giovani,
  • Creare proposte attraenti per loro perché divengano animatori di altri giovani,
  • Renderli protagonisti della formazione, disponibili al servizio e alla solidarietà economica
  • Impegno sociale 
  • Lasciarsi coinvolgere nel socio-politico per dare testimonianza di eticità
  • Partecipare per promuovere l’umanesimo sociale salesiano
  • Partecipare a campagne di sensibilizzazione su valori e proposte
  • Diffondere una cultura etica di accoglienza, cooperazione, solidarietà, sussidiarietà Intervenire con un servizio concreto tra i poveri, tra gli ultimi, nei settori di disagio
  • Mettersi in rete con le associazioni che si occupano di famiglia – vita – giovani – scuola e lavoro
  • Incentivare e accompagnare i giovani ad essere protagonisti nel sociale
  • Farli incontrare, confrontarsi e costruire progetti concreti
  • Comunicazione 
  • Usare nuovi strumenti mediatici a distanza per diffondere materiali formativi per aspiranti con testimonianze e documenti
  • Usare le pagine Web con News, foglio elettronico di collegamento; rapportarsi con i media cattolici…
  • Rendere l’ASC visibile
  • Laboratori Mamma Margherita
  • Ogni Centro dovrebbe avere il suo laboratorio: un luogo dove si lavora, si prega, ci si forma, si socializza in allegria, si accresce il senso di appartenenza
  • Tutti i Cooperatori possono sentirsi coinvolti secondo le loro capacità: per lavoretti pratici a favore di chi ha bisogno, per consulenze burocratiche, ecc.

Il cammino è lungo e difficoltoso, ci vuole tanta passione e tanta formazione, ma come Salesiani Cooperatori nel nostro Centro possiamo fare delle proporzionate e qualificate scelte in consonanza con queste Linee di animazione per affrontare le nuove sfide dell’attuale momento storico.

Un accenno Antonio rivolge ai nuovi “Orientamenti ed indicazioni per la formazione dei SSCC”. L’approccio utilizzato è di tipo scientifico-didattico e nello stesso tempo attento alla persona e alle relazioni. Poggia su quattro pilastri per far crescere l’identità di un buon Cooperatore:

  • Sapere: conoscenze che riguardano l’identità
  • Saper fare: come so darmi da fare secondo le mie capacità
  • Saper essere: valori e motivazioni profonde della mia identità
  • Saper vivere in comunione: riguarda l’aspetto relazionale

Ognuno dei quattro pilastri sostiene tre dimensioni:

  • Umana
  • Cristiana
  • Salesiana

Nel programma di formazione di un Centro si scelgono le dimensioni e i pilastri che di volta in volta si vogliono approfondire.

Dopo un pranzo ristoratore e momento di scambi in stile familiare, abbiamo proseguito col lavoro in quattro gruppi divisi secondo le quattro zone della Provincia. Al di là dei contributi di ciascun gruppo che verranno fatti conoscere dal Consiglio provinciale, nel ritornare in assemblea si è ridata la parola ad Antonio Boccia e poi ad alcune osservazioni che ogni gruppo riteneva importanti rilevare.

Antonio, prima di salutarci, ci ricorda l’impegno dell’Associazione per i terremotati del Centro Italia non tanto per la ricostruzione materiale quanto per una presenza educativa tra i bambini ad Arquata in supporto alle scuole nelle casette e a San Benedetto del Tronto negli alberghi per attività di recupero scolastico e attività ludiche al pomeriggio coi ragazzi e assistenza e vicinanza agli anziani al mattino. La Coordinatrice provinciale, Francesca Vallongo, si fa punto di riferimento per raccogliere le disponibilità per questo servizio.

Poi dai lavoro di gruppo arrivano alcune osservazioni utili per armonizzarci e per prendere una direzione.

  • Le Linee di animazione sono un aiuto da attuare secondo la propria realtà. Ogni Centro deve trovare la sua modalità di formazione e di azione, partendo da obiettivi semplici colti dalle Linee, attuati e poi verificati a fine anno.
  • Un invito che viene fatto agli anziani è quello di pregare per i giovani perché trovino la loro strada. Un modo significativo di star loro vicino è quello dell’Adorazione Eucaristica.
  • Ci vuole una formazione semplice, carica di spiritualità: tutto deve partire dalla Parola di Dio.
  • Bello sarebbe che ci fosse più relazione di famiglia tra Salesiani e Cooperatori.
  • Puntare a Ritiri annuali tra Centri vicini per unificare le forze e le presenze.
  • Bisogna avvicinare i giovani, fare la proposta salesiana e dare loro qualche responsabilità.
  • Investire la nostra presenza nell’MGS (c’è stata ma ora attendiamo chi è disponibile per mettersi in gioco qualitativamente) per poter fare ai giovani la proposta del Salesiano Cooperatore continuando con incontri provinciali anche dopo l’MGS (es. Obiettivo Cooperatori) e si dedica a loro una bella accoglienza e spazio nei singoli Centri.
  • Ci vuole una preparazione e un lavoro di cuore per accompagnare un cammino vocazionale. Recentemente a Belluno i Cooperatori si sono messi a disposizione del “Gruppo Ricerca” facendo servizio alla mensa e ai pasti. È stato un modo bello per condividere con loro.

La conclusione è stata affidata alla Consigliera provinciale, Eliane Dos Santos, che con una canzoncina di origine portoghese ci ha aiutato a cogliere che il Signore è sale e luce in noi a favore degli altri così da poter dir loro: “Ti offro pace, ti offro amore, ti offro amicizia”.

Con la gioia di una giornata intensa, vissuta in pienezza e carica di futuro ci siamo salutati riprendendo la nostra strada sotto una bella pioggia dal sapore… primaverile.

A cura di Roberto Lorenzini

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