Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

18-25 gennaio, settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani è un’iniziativa ecumenica di preghiera nel quale tutte le confessioni cristiane pregano insieme per il raggiungimento della piena unità che è il volere di Cristo stesso. Questa iniziativa è nata in ambito protestante nel 1908 e nel 2008 ha festeggiato il centenario. Dal 1968 il tema e i testi per la preghiera sono elaborati congiuntamente dalla commissione Fede e Costituzione del Consiglio Ecumenico delle Chiese, per protestanti e ortodossi, e dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, per i cattolici.

Il tema di quest’anno è L’amore di Cristo ci spinge verso la riconciliazione (cfr. 2 Corinzi 5, 14-20) Leggi tutto “Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani”

Congresso Uciim. «Scuola sia modello di convivenza civile» Avv 21.1.17

Congresso Uciim.

«Scuola sia modello di convivenza civile»

ALESSIA GUERRIERI         ROMA

Persona, comunità, responsabilità. Per consentire alla scuola di essere davvero «comunità educante» ai valori della convivenza civile, perciò, ognuno deve fare un passo verso l’altro, in alleanza. Quel che manca nel quotidiano, infatti, non è tanto l’educazione, quanto più l’amore per la vita. Parte da qui la riflessione – avendo come sfondo la Costituzione – della seconda giornata del XXV Congresso Unione cattolica italiana insegnanti, dirigenti, educatori e formatori (Uciim) in corso a Roma fino a domenica, che si concluderà con l’Angelus del Papa. «La società manca di principi di riferimento», premette la presidente Uciim Rosalba Candela, citando la Carta e i valori fondamentali per i cattolici. L’idea di fondo «è arrivare ad una sorta di vademecum per i politici per porvi rimedio», a partire dalla scuola. È vero che «la scuola educa alla convivenza civile innanzitutto essendo se stessa fino in fondo, cioè educando le persone». A ricordarlo Ernesto Diaco, direttore Ufficio nazionale educazione scuola università della Cei, che davanti alla rottura del patto educativo tra scuola, famiglia e società propone «la costruzione di un’alleanza educativa». E l’Uciim, aggiunge, «è chiamato a costruire un ponte tra la comunità cristiana e la scuola, ma anche un ponte fra la scuola e la Chiesa».

Quello che occorre costruire «è una civiltà dell’Amore » – secondo il presidente del Forum delle Associazioni familiari, Gianluigi De Palo – attraverso «il dialogo e il lavoro gomito a gomito». Da dove partire? Dalla Dottrina sociale della Chiesa, ricorda, e dai suoi cinque pilastri. «La dignità della persona, che è intrinseca nella sua natura. Il bene comune che va oltre la somma degli interessi particolari». E ancora: «La solidarietà, con il dialogo intergenerazionale da riscoprire, e la sussidiarietà». Infine, «la partecipazione, il modo migliore con il quale ciascuno può offrire il proprio contenuto».

Un modello che si perfeziona a scuola, che deve diventare «modello di giustizia, accoglienza, dei buoni rapporti», comunità consapevole della «grande responsabilità che ha nei confronti dei ragazzi e della comunità in cui è inserita». Andrea Codispoti, dirigente scolastico, presidente Uciim Calabria, così ipotizza anche un nuovo format d’insegnamento che «superi la lezione frontale». Nuovi metodi che aiutino pure ad affrontare temi caldi come l’immigrazione. «La scuola – la conclusione – deve diventare modello di accoglienza, aiutando a trovare il punto di contatto fra sé e l’altro».

Accoglienza e giustizia sono i valori fondanti della convivenza civile. Anche se molto spesso, fa notare Adelaide Iacobelli, vicesegretaria nazionale del Movimento studenti di Azione cattolica (Msac), i giovani «non considerano la convivenza civile come utile, necessaria alla vita, non ritengono importante entrare in relazione con chi li circonda ». Perciò quello che un tempo era un valore da ricercare, viene sostituito da aspetti più banali «che diventano la base delle relazioni». Ecco perché, ricorda Iacobelli, la scuola «ha la grande responsabilità di essere vero strumento di maturazione». Senza dimenticarsi mai, le fa eco Daniela Figini, presidente Uciim Lombardia, che «è un’istituzione per i ragazzi, non degli insegnanti», ai quali propone di indirizzare «una sorta di codice deontologico del buon docente ». Tutti infatti «siamo costruttori di convivenza civile». Ne è convinta Rosaria Picozzi, presidente Uciim Campania, per cui i valori della Costituzione «da formali devono essere interiorizzati », a partire dalla scuola.

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Alla base la Costituzione e i valori cattolici. Diaco (Cei): alleanza educativa per i ragazzi. De Palo (Forum Famiglie): la via è la dottrina sociale

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Ferrara, “consigli” ai medici Una mamma e un papà? È pregiudizio omofono Avv 21.1.17

Ferrara, “consigli” ai medici

Una mamma e un papà? È pregiudizio omofobo

LUCIANO MOIA

Ecco uno più frequenti pregiudizi omofobi: «I figli devono avere una mamma e un papà». Davvero gravissimo. È noto che i bambini nascono in provetta dopo averli scelti su un catalogo, oppure da un utero in affitto a caro prezzo. Mamma e papà appartengono all’archeologia procreativa.

Vogliamo sparare un altro pregiudizio? «Una coppia omosessuale che desidera un figlio non ha fatto i conti con i limiti che la sua condizione gli impone». Quasi imperdonabile. Urgente trasformare i desideri in diritti, in leggi quadro che possano azzerare quel piccolo, trascurabile ostacolo rappresentato dai limiti posti dalla natura. Un’altra terribile credenza omofoba? «La cosiddetta ‘famiglia tradizionale’ è lungi dall’essere l’unica possibile, poiché il dispositivo familiare è stato oggetto di mutazione e ridefinizioni continue nel tempo». Naturalmente, quando si parla di ‘famiglia tradizionale’ meglio usare le virgolette, trattandosi di tipologia sociale in via d’estinzione e comunque non preferenziale rispetto ad altre e più fantasiose combinazioni. Peccato che tutte le variazioni sul tema – famiglie disgregate, ricomposte, allargate, unigenitoriali ecc… – nascano come evoluzione, e spesso come involuzione, di quel modello originale.

Lo vogliamo destinare al museo della sociologia familiare?

Benissimo, qualcuno ci indicherà modelli più efficaci.

Che, al momento però non esistono.

Un’altra perla? «Dal confronto tra genitori omo ed eterosessuali non sono emerse differenze per quanto concerne le capacità genitoriali, il concetto di sé e il benessere psicologico ». Ma chi l’ha detto? Forse le tante ricerche di area nordamericana commissionate dalle associazioni gay, condotte su militanti e attiviste delle medesime lobby? E tutte le altre ricerche, forse meno numerose ma altrettanto autorevoli che dicono esattamente il contrario? Nel migliore dei casi il giudizio va sospeso, almeno dal punto di vista delle indagini scientifiche. Non certo sul piano della comune esperienza. L’elenco «dei pregiudizi e credenze omofobiche più frequenti che i professionisti dovrebbero evitare quando hanno in cura un minore con genitori omosessuali» si trova in un vademecum rivolto agli operatori della salute che si intitola ‘Lgbt. Oltre gli stereotipi di genere. Verso nuove relazioni di diagnosi e cura’, e che è stato presentato nei giorni scorsi dal Comune e dall’Asl di Ferrara. L’obiettivo, come spiega l’assessore alle Pari opportunità, Annalisa Felletti, è sicuramente condivisibile: «Non vogliamo suggerire un trattamento speciale per le persone Lgbt, bensì un’assistenza sanitaria sensibile alle differenze individuali, un approccio centrato sulla persona, caratterizzato da un atteggiamento non giudicante ed accogliente nei confronti delle persone e delle differenze che le caratterizzano». Benissimo. Quello che non si capisce è perché l’intento di superare i ‘pregiudizi di genere’ debba poi mescolarsi con la promozione di una cultura gender secondo cui parlare di madre e di padre diventa discriminazione omofoba? La maggior parte delle riflessioni e delle indicazioni che si leggono nel volumetto – ha avuto il via libera anche dell’Unar che ha accreditato il corso formativo nell’ambito del quale il documento è stato presentato – sono ispirate al rispetto e alla dignità della persona. Difficile non essere d’accordo. Quando però dalla legittima difesa dei diritti delle persone omosessuali si passa alla pretesa, anche solo implicita, di mettere all’angolo quella che viene definita ‘eternormatività’ qualcosa non funziona più. Vuol dire che il passo verso l’ideologia è stato fatto. Prendersela perché la cultura professionale della sanità in Italia «è caratterizzata da un approccio permeato di eteronormatività», ha sapore quasi paradossale. E da cosa dovrebbe essere permeato? Di ‘omonormativita’? Come ha poco senso raccomandare ai medici di rivolgersi alle persone di cui non si conosce l’orientamento sessuale «senza fare riferimenti a mariti e mogli». E perché mai? Non sono parole sconvenienti. E la condizione della maggior parte delle persone adulte è proprio questa: avere una moglie-donna e un marito-uomo. Se combattere le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale, vuol dire rovesciare i piani e confondere realtà con propaganda, non si difende alcun diritto. Si nega solo l’evidenza.

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Obiettivo cooperatori

SECONDO INCONTRO ASPIRANTI PROVINCIALE

15 gennaio 2017

Ieri il centro di Schio ha ospitato la seconda tappa del cammino di quest’anno di obiettivo cooperatori.

La parola che mi viene spontanea, pensando all’incontro, è “GRAZIE”. Grazie al centro di Schio per la squisita (in molti sensi 🙂 ) ospitalità e per la disponibilità. Grazie agli aspiranti che sono venuti per essersi messi a confronto e aver ascoltato stimoli a cuore aperto. Grazie ai cooperatori presenti e, soprattutto, grazie alle nostre special guest stars Anita e Andrea Xotta. Leggi tutto “Obiettivo cooperatori”

Ciclo di conferenze sugli adolescenti a Monteortone

Da anni don Giulio Bertazzo, grande animatore parrocchiale e anima del Gruppo “Amici della Famiglia”, organizza incontri formativi presso l’istituto salesiano San Marco in occasione della festa di Don Bosco.
Queste relazioni hanno un carattere formativo su argomenti di pedagogia, psicologia e sociologia, sempre con un chiaro tratto salesiano e sempre con la presenza di relatori di spicco.
Sono incontri aperti al vicariato e pubblicizzati in tutte le parrocchie della zona, rivolti ai genitori, ma anche ai giovani animatori, agli educatori, ai catechisti, agli operatori dello sport, insomma a tutti coloro che hanno a
cuore i giovani e la loro educazione alla vita.
Il ciclo di incontri di quest’anno è dedicato all’adolescenza, uno dei passaggi più delicati della vita dei nostri ragazzi. Il prof. Federico Battaglini ci accompagnerà in un percorso di approfondimento suddiviso in
quattro tappe, preziosa occasione per aumentare le nostre competenze e capire ancora più a fondo i giovani che ogni giorno incontriamo. Per essere davvero salesiani in cammino. Leggi tutto “Ciclo di conferenze sugli adolescenti a Monteortone”

A quasi due mesi dalla promessa…

Sono passati quasi due mesi dalla nostra promessa come salesiane cooperatrici  e la carica che sentiamo cresce ogni giorno di più. Non sono cambiate le nostre vite che continuano con mille impegni quotidiani, come insegnante di Inglese e volontaria in oratorio (Susy) e come mamma e nonna, nonché animatrice del rosario (Antonella). La promessa però ci ha dato una spinta in più per metterci al servizio dei ragazzi che incontriamo e accompagnarli con dedizione e piena fiducia nella forza di don Bosco e dello Spirito che opera per la salvezza di tanti giovani. Leggi tutto “A quasi due mesi dalla promessa…”

Obiettivo cooperatori

PRIMO INCONTRO DEL CAMMINO ASPIRANTI PROVINCIALE

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Domenica 20 Novembre alle 9.00 il gruppo aspiranti Cooperatori del Triveneto si è riunito a San Donà di Piave con i rispettivi formatori.

Guidati da Cristiana, Annamaria e Laura la mattinata, iniziata con un buon caffè, si è così composta: preghiera con le lodi del giorno, incontro formativo, spazio personale, condivisione e celebrazione Eucaristica.

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Obiettivo cooperatori

obiettivo_coops2016-01

Ciao a tutti!

Domenica a San Donà cominciamo con il cammino di quest’anno di obiettivo cooperatori!

Il bellissimo volantino con tutte le date e i luoghi può essere stampato e/o diffuso a tutti gli interessati.

Aspettiamo aspiranti e cooperatori che vogliano condividere con loro il cammino. Per informazioni contattateci alla nostra mail coop@salesianinordest.it